Investimento da 2,6 milioni. Verrà ricostruito il rifugio austriaco sulla cima del monte Scorluzzo, scoperto nel 2015: in un buco tra le rocce, a sei metri di profondità, tutto è rimasto intatto, comprese le scatolette di cibo.

L’ingresso è stretto e angusto: un buco tra le rocce della montagna, rimasto per oltre un secolo nascosto dal ghiaccio. Si scende fino a sei metri per raggiungere la baracca scavata nella roccia. Tutto è rimasto intatto: coperte, brandelli di divise, la stufa con ancora la legna da ardere, gavette e scatolette di cibo. Sembra quasi di vederli i soldati che per più di tre anni hanno vissuto sottoterra, stretti uno all’altro, il freddo a consumare le ossa, la fame, l’orrore della guerra. Il rifugio austro-ungarico sulla cima del Monte Scorluzzo, 3.095 metri di quota, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, sarà l’attrazione principale del museo della Grande Guerra che troverà spazio all’interno dell’ex caserma Pedranzini di Bormio. Il bivacco, la cui scoperta risale al 2015, con una campagna di scavi iniziata un paio di anni più tardi, verrà minuziosamente ricostruito nel nuovo polo museale. All’interno gli oggetti rinvenuti, testimonianze della vita quotidiana dei reparti austriaci impegnati a presidiare il fronte lombardo…

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