Il ritiro dei ghiacciai sulle Alpi della Lombardia e del Tentino Alto Adige sta rivelando nuovi reperti della Grande Guerra (1915-1918).

La “guerra bianca”, definita così proprio perché ha attraversato le alte cime delle Alpi e delle Dolomiti svela, a più di un secolo di distanza, la vita – e la morte – che è passata in quei luoghi. Dalla baracca in legno che i soldati austro-ungarici scavarono in una grotta sulla vetta del Monte Scorluzzo (3094 metri di altitudine) che domina il passo dello Stelvio, spuntano armi, munizioni, oggetti di vita quotidiana, lettere e diari dei soldati che in questo angusto spazio restarono per oltre tre anni e che si sono conservati congelati per più di un secolo. Ghiaccio che ora, sciogliendosi via via a causa del riscaldamento globale, ci offre preziosi reperti storici.

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