UN MUSEO A CIELO APERTO
I LUOGHI DELLA PRIMA GUERRA MONIDALE IN ALTA VALTELLINA
UN MUSEO A CIELO APERTO
I LUOGHI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE IN ALTA VALTELLINA
INTRODUZIONE
Durante la prima guerra mondiale, l’area del Passo dello Stelvio e i picchi circostanti furono interessati da una presenza antropica senza precedenti. Tra queste cime, molte delle quali scalate per la prima volta solo negli anni’60 dell’Ottocento, correva la frontiera tra il Regno d’Italia e l’Imperoaustro-ungarico.
Agli albori del conflitto, nel maggio del 1915, i due eserciti presero posizione nella zona del Passo dello Stelvio, ma una volta svanite le speranze italiane di una veloce e vittoriosa risoluzione del conflitto, la realtà impose un riadattamento alla nuova prospettiva di una guerra di lunga durata.
I due belligeranti dovettero predisporre quanto necessario per garantire la sopravvivenza delle truppe e il mantenimento della linea del fronte ad un’altitudine dove mai prima di allora si era combattuto nei mesi invernali.
La presenza antropica sulle montagne, anche le più alte, divenne pervasiva da ambo le parti. Vennero aperte nuove strade e mulattiere, predisposte teleferiche, erette linee telegrafiche e telefoniche. Lungo il dipanarsi delle ardite vie di comunicazione, furono costruiti baraccamenti per uomini, animali da traino e mezzi, posti medici e di ristoro, magazzini. La linea del fronte venne fortificata in maniera massiccia con fino a trelinee costituite da trincee, postazioni in grotta, gallerie, vie di comunicazione coperte, postazioni di tiro e piazzole per artiglieria.
Le tracce di questa poderosa opera infrastrutturale sono ancora ben visibili lungo molti dei percorsi escursionistici nell’area del Parco Nazionale dello Stelvio, punteggiati di trincee scavate nel terreno o costruite con muretti a secco, dipostazioni di tiro rinforzate in roccia e calcestruzzo e di baracche in muratura o in legno. Ben visibile è poi ancora oggi lo sconvolgimento del terreno causato dalle decine di migliaia di granate sparate dalle artiglierie dei due belligeranti per tutta la durata del conflitto. Triste monito dell’orrore della guerra sono poi i monumenti e i luoghi di preghiera dedicati ai caduti. Queste tracce, che sono documentate nella mostra qui presentata, sono parte integrante del patrimoniostorico che il Parco dello Stelvio custodisce, protegge e valorizza.
Franco Claretti
Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio
Settore lombardo
Le fotografie qui esposte sono state realizzate da Elio Della Ferrera nell’ambito delle attività di divulgazionepreviste dal progetto d’area Grande Guerra: valorizzazione delle testimonianze e recupero dei manufatti(itinerari trincee) (Spesa agevolata a valere sul Programma POR FESR Lombardia 2014-2020 Asse VI) – Lotto 1 -ID Operazione:1901430, CUP G99E19002020009 – @ Parco Nazionale dello Stelvio.
I documenti storici sono stati individuati e riprodotti da Giovanni Cadioli nell’ambito del medesimo progettod’area Grande Guerra e per gentile concessione delle seguenti istituzioni: Archivio del Museo Storico Italiano della Guerra (Rovereto, Trento); Archivio Storico dell’Arma del Genio (Roma).
Coordinatore Scientifico del progetto: Stefano Morosini. Ideazione, elaborazione e revisione dei contenuti a curadi: Francesco Antonelli, Andrea Brambilla, Loredana Dresti, Doriana Faifer, Massimo Favaron, Daniela Praolini.






















