IL MUSEO
DOVE PASSATO E PRESENTE SI INCONTRANO
IL MUSEO
DOVE PASSATO E PRESENTE SI INCONTRANO
La scelta di realizzazione del nuovo allestimento museale deriva dalla scoperta e dal progetto di recupero e valorizzazione di un ricovero austro-ungarico in caverna posto presso la cima del Monte Scorluzzo, 3094 metri sul livello del mare in una posizione strategica per il controllo del vicino Passo dello Stelvio. Risalente al primo conflitto mondiale e realizzato dai militari austro-ungarici, esso fungeva da riparo dal freddo e dalle intemperie, oltre che dai colpi dell’artiglieria italiana. Il recupero del ricovero, realizzato dal Parco Nazionale dello Stelvio con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca in Adamello, costituisce un unicum d’inestimabile valore culturale e possiede tutte quelle caratteristiche tali da renderlo il principale elemento d’interesse e attrattività all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione delle vicende storiche occorse durante la grande guerra sulle montagne del Gruppo Ortles-Cevedale.
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La scelta di realizzazione del nuovo allestimento museale deriva dalla scoperta e dal progetto di recupero e valorizzazione di un ricovero austro-ungarico in caverna posto presso la cima del Monte Scorluzzo, 3094 metri sul livello del mare in una posizione strategica per il controllo del vicino Passo dello Stelvio. Risalente al primo conflitto mondiale e realizzato dai militari austro-ungarici, esso fungeva da riparo dal freddo e dalle intemperie, oltre che dai colpi dell’artiglieria italiana. Il recupero del ricovero, realizzato dal Parco Nazionale dello Stelvio con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca in Adamello, costituisce un unicum d’inestimabile valore culturale e possiede tutte quelle caratteristiche tali da renderlo il principale elemento d’interesse e attrattività all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione delle vicende storiche occorse durante la grande guerra sulle montagne del Gruppo Ortles-Cevedale.
In tale occasione l’ex-Caserma Pedranzini e l’adiacente Torre degli Alberti sono stati scelti quale spazio destinato a struttura museale nel quale narrare del primo conflitto mondiale. Sarà possibile accedere ad ambienti espositivi coinvolgenti e suggestivi nei quali saranno presenti esposizioni permanenti e multimediali. I contenuti saranno multilingue ed avranno lo scopo di invitare a percorrere a piedi il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio e scoprire, attraverso una fruizione turistica lenta e sostenibile, il suo museo a cielo aperto, caratterizzato da uno straordinario e ben conservato patrimonio storico-culturale posto all’interno di un contesto paesaggistico di grande valore.
L’apertura del museo è prevista per l’anno 2025.
In tale occasione l’ex-Caserma Pedranzini e l’adiacente Torre degli Alberti sono stati scelti quale spazio destinato a struttura museale nel quale narrare del primo conflitto mondiale. Sarà possibile accedere ad ambienti espositivi coinvolgenti e suggestivi nei quali saranno presenti esposizioni permanenti e multimediali. I contenuti saranno multilingue ed avranno lo scopo di invitare a percorrere a piedi il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio e scoprire, attraverso una fruizione turistica lenta e sostenibile, il suo museo a cielo aperto, caratterizzato da uno straordinario e ben conservato patrimonio storico-culturale posto all’interno di un contesto paesaggistico di grande valore.
L’apertura del museo è prevista per l’anno 2025.












